perché il movimento lento può cambiare il modo in cui vivi la tua giornata
Non sempre avere più energia significa fare di più. A volte significa smettere di disperderla.
Perché muoversi lentamente quando la tua giornata ti chiede continuamente di accelerare?
Ci sono giornate in cui fai moltissimo.
Lavori, organizzi, rispondi, ti occupi degli altri, porti avanti quello che c’è da fare.
E alla fine della giornata può capitare di accorgerti che sei stata presente ovunque, tranne che dentro quello che stavi vivendo.
È qui che il movimento lento può assumere un significato diverso.
Non come un’altra cosa da aggiungere alla lista.
Ma come un modo per tornare al corpo.
Quando rallentare diventa una pratica
Siamo abituati a pensare al movimento in termini di risultato.
Fare di più.
Fare meglio.
Aumentare il ritmo.
Raggiungere un obiettivo.
Il Qi Gong propone spesso un’altra qualità del movimento: gesti morbidi e continui, coordinati con il respiro e con l’attenzione, è meditazione in movimento.
La lentezza, quindi, non significa semplicemente fare meno.
Significa avere il tempo di accorgerti di ciò che stai facendo mentre lo fai.
Puoi sentire come appoggi i piedi.
Accorgerti di come distribuisci il peso.
Osservare come le braccia accompagnano il movimento.
Lasciare che il respiro segua il gesto senza doverlo forzare.
Notare quando stai facendo più del necessario.
E, soprattutto, tornare presente.
Non devi arrivare da qualche parte.
Semplicemente esserci mentre ti muovi, è un atto di presenza a sè.
Che cos’è, concretamente, il Qi Gong?
Il Qi Gong è un insieme molto ampio di pratiche sviluppatesi in Cina nel corso del tempo.
Non esiste un unico Qi Gong.
Esistono forme diverse, con caratteristiche e tradizioni differenti.
In molte di queste pratiche troviamo una relazione tra movimento, respirazione e attenzione. Alcune sono più dinamiche, altre più statiche o meditative [1].
Una delle tradizioni che aiuta a comprendere questa relazione è quella del Dao Yin (Tao Yin), termine associato a pratiche corporee che combinano movimento, respirazione e attenzione e che hanno radici nella cultura cinese antica. Una revisione storica pubblicata nel 2019 ha approfondito proprio lo sviluppo del Dao Yin e il suo rapporto con il Qi Gong [2].
Non è necessario conoscere tutta questa storia per praticare.
Ma conoscerne almeno l’origine aiuta a comprendere una cosa:
il movimento non è separato dall’attenzione.
Il corpo non è semplicemente qualcosa che deve eseguire un esercizio.
È parte dell’esperienza.
La lentezza fa emergere dettagli che normalmente non senti
Quando ti muovi velocemente, molte informazioni passano inosservate.
Quando rallenti, puoi accorgerti di più.
Puoi sentire il passaggio del peso da una gamba all’altra.
Puoi percepire se le spalle stanno lavorando più del necessario.
Puoi osservare la qualità del respiro.
Puoi accorgerti di quanto facilmente perdi l’attenzione.
E puoi tornare al gesto.
Questo è uno degli aspetti che trovo più interessanti nel Qi Gong.
Non devi aggiungere qualcosa a te stessa.
Semplicemente imparare a stare maggiormente dentro ciò che già stai facendo.
Non serve essere flessibili, allenate o esperte
Uno dei motivi per cui il movimento lento può essere interessante è proprio questo.
Non richiede di trasformare la pratica in una prova.
Non devi raggiungere una posizione perfetta.
Non devi confrontarti con le altre persone.
Non devi dimostrare nulla.
Puoi iniziare da dove sei.
Il movimento può essere adattato alle possibilità del momento e l’attenzione può rimanere sul gesto, sul respiro e sulla percezione del corpo.
Questo non significa che la pratica sia “facile”.
Significa che la difficoltà non viene misurata dalla prestazione.
Il punto non è fare tanto. È tornare.
Una pratica può essere piacevole.
Puoi terminare una lezione sentendoti diversa da quando hai iniziato.
Ma una singola esperienza rimane una singola esperienza.
La continuità introduce qualcosa di diverso.
Torni.
Ripeti.
Osservi.
Impari a riconoscere meglio i movimenti.
Ritrovi pratiche già conosciute.
Ne incontri di nuove.
E, poco alla volta, quella pratica può trovare un posto nella tua settimana.
Per questo considero la continuità molto più importante dell’intensità.
Non serve fare tutto. Serve tornare.
La vitalità non significa essere sempre pieni di energia
Quando parlo di vitalità non intendo essere sempre attive, produttive o piene di energia.
E nemmeno avere la sensazione di dover fare ancora qualcosa.
Per me vitalità significa anche poter sentire come stai mentre vivi la tua giornata.
Accorgerti che stai accelerando.
Sentire che hai bisogno di una pausa.
Percepire il corpo mentre cammini.
Respirare senza dover trasformare ogni respiro in un esercizio.
Muoversi con maggiore attenzione.
Sono esperienze semplici.
Ma proprio perché sono semplici possono trovare spazio nella vita reale.
Il corpo non ha bisogno di essere continuamente spinto
C’è una differenza tra forzare un movimento e accompagnarlo.
Nel Qi Gong il movimento può essere morbido, continuo e preciso.
Non è movimento fatto distrattamente.
Al contrario.
La lentezza richiede molta attenzione.
Quando non spingi per arrivare rapidamente alla fine del gesto, puoi occuparti maggiormente di come lo stai attraversando.
Ed è qui che una pratica apparentemente semplice può diventare molto più ricca di quanto sembri.
Un movimento lento può insegnarti qualcosa sulla tua postura.
Sul respiro.
Sulla coordinazione.
Sulla tua capacità di rimanere presente.
Non perché il movimento debba “risolvere” qualcosa.
Ma perché ti offre un’occasione concreta per osservare e praticare.
E cosa può portare questa pratica nella quotidianità?
Non credo nelle promesse automatiche.
Ogni persona incontra la pratica in modo diverso.
Con la continuità, però, alcune persone riferiscono una maggiore familiarità con il proprio corpo, con il respiro e con il modo in cui si muovono durante la giornata.
La pratica può diventare anche un’occasione per accorgerti prima che stai accelerando, che sei distratta o che stai facendo tutto in automatico.
Non è necessario trasformare questa esperienza in una grande teoria.
Può essere molto più semplice:
ti fermi, pratichi, osservi e poi torni alla tua giornata, e da lì integrare la pratica alle tue giornate.
Perché la continuità conta
È questo uno dei motivi per cui non penso al Qi Gong semplicemente come a una lezione.
Una lezione può farti conoscere una pratica.
La continuità ti permette di farne esperienza nel tempo.
Perché una pratica non rimane qualcosa che conosci: attraverso la costanza diventa esperienza vissuta.
Qi Gong (氣功) può essere tradotto come “coltivazione del Qi attraverso la pratica”.
Qi richiama il soffio, il respiro, la forza vitale.
Gong indica il lavoro coltivato con esercizio, pratica e tempo.
Il Qi Gong è quindi una pratica che, attraverso movimento, respiro, attenzione e presenza, coltiva e armonizza il Qi.
Ed è nella pratica che nasce la maestria.
Non una perfezione da raggiungere, ma una conoscenza che diventa sempre più profonda, concreta e vissuta.
Pratica dopo pratica, ciò che conosci diventa esperienza.
Non si tratta di fare di più.
Si tratta di esserci, nel tempo.
E ogni volta puoi tornare agli stessi elementi:
movimento.
respiro.
attenzione.
La stagione cambia.
Il corpo cambia.
La tua settimana cambia.
Anche la pratica può accompagnare questo movimento.
Nella tradizione cinese, l’osservazione del rapporto tra persona, natura e stagioni ha avuto un ruolo importante in diverse pratiche legate alla coltivazione della vita. Per questo lavorare seguendo il ritmo stagionale può diventare, anche oggi, un modo concreto per non vivere la pratica come qualcosa di separato dalla propria vita.
Da qui nasce RADICATI
È proprio da questa idea che nasce RADICATI.
Non dalla necessità di aggiungere un’altra lezione alla settimana.
Ma dal desiderio di creare uno spazio continuativo in cui tornare al corpo.
RADICATI è un percorso live, in piccolo gruppo, nel quale pratichiamo insieme attraverso Qi Gong, Yoga Dolce, meditazione e strumenti della Medicina Tradizionale Cinese.
Non devi avere esperienza.
Non devi essere flessibile.
Non devi conoscere il Qi Gong.
Ti basta il desiderio di dedicarti uno spazio, con continuità.
Hai diversi appuntamenti live disponibili durante la settimana e puoi scegliere gli orari più compatibili con la tua vita.
Il percorso prevede un minimo di due pratiche a settimana.
Perché la continuità non è un dettaglio dell’offerta.
È parte del percorso.
RADICATI nasce per avere un posto nella tua settimana.
Non per chiederti di fare sempre di più.
Ma per offrirti uno spazio a cui tornare.
Ogni settimana.
Nel corpo.
Nel movimento.
Nel tuo ritmo.
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Per approfondire
Se vuoi avvicinarti al Qi Gong prima di iniziare un percorso continuativo, puoi partire da una pratica semplice: non per imparare tutto, ma per fare una prima esperienza.
La pratica viene prima della teoria.
Ed è questo, in fondo, il principio che guida anche RADICATI.
Fonti e approfondimenti
[1] National Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH), Qigong: What You Need To Know
[2] Chen et al., The Historical Development of Dao Yin and Qi Gong, National Library of Medicine / PubMed Central.
Una precisazione
RADICATI e le pratiche proposte sono presentate nell’ambito delle Discipline Bio-Naturali, con finalità di pratica corporea, consapevolezza e benessere generale. Non costituiscono diagnosi, terapia o trattamento medico e non sostituiscono le indicazioni di professionisti sanitari.